Moonstudio, un racconto

di Ettore Zanca - Giornalista, blogger, storyteller d'impresa, Moonstudio Press office

Avviso sin d’ora che è Paolo Demo che scrive queste prime righe introduttive, quindi se troverete errori grammaticali ai gusti banana o congiuntivi con la congiuntivite, almeno non incolperete Ettore Zanca per non saper scrivere.

Ebbene, per chi oramai segue le nostre vicende e le provocazioni che proponiamo al mondo intero ogni qualvolta scriviamo di progetti o dei nostri desideri, oramai conosce anche un po’ della nostra storia. Di questo racconto che, piano piano, stiamo costruendo insieme ad un team di persone – a nostro avviso incredibili – che credono nei nostri progetti e vedono in Moonstudio un “tassello” fondamentale, in un mosaico di tessere di vario tipo che si chiama “contemporaneità”… di questo racconto, dicevo, vogliamo ricordare l’inizio. Non si tratta però di quando abbiamo deciso di fare gli architetti, no quello è un altro discorso, potrebbe (giustamente) non fregarvene niente. Sto parlando di uno scritto, che vi riporto qui sotto, una cartella word che mi è stata spedita da Ettore Zanca, sì proprio lui. Ettore, un giornalista esperto in storytelling e comunicazione d’impresa, una specie di pioniere della materia in anni non sospetti, conosciuto tra l’altro su facebook (ah il grande mondo dei social…) che si appassiona ai nostri piccoli scritti, ai progetti, all’ardire degli argomenti del progetto stesso, alla nostra pagina, al modo con il quale parliamo dei nostri progetti.

Ettore mi scrive, poi mi chiama al telefono, poi mi riscrive e, in sostanza, mi propone di fare una cosa che finora non è stata ancora fatta per uno studio di architettura e design, raccontare, almeno nel modo in cui lui lo intende “diverso”, funzionale al nostro modo di lavorare e di comunicare. Ma storytelling coi controcazzi, quello che ti avvicina alle fonti e che ti fa trovare lavoro. Infatti la mia prima domanda – ad Emmanuele, lui se ne stava accanto a me, silenzioso, aggrottava le sopracciglia mentre gli parlavo di questo – è stata questa: “Siamo deficienti QUANTO se pensiamo di vendere meglio e di più i nostri servizi, raccontando meglio cosa facciamo?” Ebbene signori, non perché Ettore sia un genio (forse lo è ma è meglio non gridarlo troppo ai quattro venti sennò si monta la testa e poi mi parte con le oche.. chiama Zaha Hadid o se ne va con Frank Gehry a parlare di rivestimenti in lastre di titanio…via), ecco vi dicevo… è stato questo scritto che Ettore stesso mi ha inviato come un dono, non certo con la convinzione che gli avrei detto di sì a prescindere, ciò che leggerete, se ora la smetterò di blaterare, contiene quel trasporto emotivo e l’ideale di un valore concreto per parlare della nostra professione, chiarisce chi siamo e cosa vogliamo, perché facciamo questo lavoro, nonostante si pensi che gli architetti siano tristi e grigi in un mondo di “altri” sempre pronti a ciullarci il “lavoretto” o il “lavorone”. Non siamo così, io ed Emmanuele Casaro, non lo siamo mai stati, fidatevi.

No ma qui non si tratta di sognare o parlare di sogni. I sogni nel cassetto io ed Emmanuele li abbiamo tirati fuori già da un pezzo, li abbiamo indossati, li abbiamo sporcati e messi in lavatrice e poi ad asciugare un sacco di volte. Alcuni rammendati, ma quanto è vero che mi chiamo Paolo Demo e amo il mio lavoro, nello scritto di Ettore Zanca c’è tutto ciò che serve per convincersi di non essere i soli a vivere gli affanni e che i tuoi affanni sono diversi da quelli degli altri perché le soluzioni le devi trovare tu e non qualcuno che lo debba fare per conto terzi, di riprendere in mano i propri giorni e mettere in discussione ciò che non funziona o, ancora meglio, tutte quelle certezze travestite a carnevale come fossero degli scudi, o elmetti, protezioni, addirittura credendo di avere delle armi da usare al momento opportuno. Contro chi? Armi finte, alla fine della fiera.

Vi lascio ad Ettore Zanca, il testo risale alla metà di Luglio dell’anno scorso, 2015. Moonstudioproject.it è online dal 1 Ottobre dello stesso anno, un grande merito del lavoro di Ettore, che nel progetto Moonstudio crede e lavora. Stiamo ottenendo grandi risultati, con Ettore e con gli altri del team. Questo piccolo post è una mia iniziativa, lo condividerò ora, appena pubblicato in ‘Ripartire da zero’, appena dopo mezzanotte e mezza. Alcuni se lo troveranno domattina come un ‘buongiorno’, per ringraziare chi lavora con e per Moonstudio, per ringraziare i nostri committenti, aziende e privati, per ringraziare Ettore, per ringraziare Emmanuele. Colgo l’occasione per ringraziare un po’ anche me stesso, ‘che se non me lo merito serve comunque per colmare un po’ la mia classica carenza di autostima. Buongiorno a tutti.

Paolo Demo

MOONSTUDIO_PAOLO_EMMANUELE

Moonstudio – Paolo Demo ed Emmanuele Casaro, Since 1974&1976…

Moonstudio, un racconto

di Ettore Zanca – Moonstudio press office | beneficiodinventario.blogspot.it

Moonstudio è una realtà, definirlo progetto è parlare di qualcosa che ancora deve accadere, cercare di dire “è un duo di architetti che hanno idee innovative”, è mettere una definizione. 

Fateci caso, le parole definiscono, ma non sempre è un bene. Non è un bene perché la definizione incasella. Circoscrive, delimita. È un bene per chi non vuole innovare. Ma la delimitazione è un limite, però dipende dai punti di vista. Per molti Ulisse era un peccatore. Osò sfidare le Colonne d’Ercole, novello Adamo, e l’ira degli Dei che non volevano che si sapesse della fine del mondo. E lui “i suoi compagni fece sì acuti, che a pena poscia li avrebbe ritenuti”. Fatti non fummo a viver come bruti.

E questo dovrebbe essere il primo passo. Non viver come bruti, inseguire la bellezza. Questo ricerca e crea Moonstudio, un’avventura nata lungo i mari difficili e impervi del design italiano, pieno di difficoltà. È un periodo in cui si è quello che si appare. Andare contro, contrastare, ma non guerra, solo risposte, fatti, gesti. Di fronte all’ostentazione occorre sostanza.

Un look minimal, la scelta di colori che danno spazi di pennellate date non a caso, fanno di ciò che concepisce Moonstudio, una concreta scelta per chi non ama bizantinismi. Moonstudio è nato nel febbraio 2013 dall’idea di associarsi di Paolo Demo ed Emmanuele Casaro. Vecchi amici che per caso hanno scelto di lavorare insieme e per consapevolezza hanno scelto di continuare. Dagli arredi da ufficio, che colpiscono per eleganza e funzionalità, fino allo spazio per bambini, ogni soluzione nasconde la praticità ma non la rende difficoltosa. Basti guardare le soluzioni con gli attacchi per la corrente o i cavi usb integrati all’arredo, per le strutture da lavoro. Tutti ambienti altamente personalizzabili. Moonstudio non si ferma, Moonstudio sposta le colonne d’Ercole, fino alla rivoluzione funzionale dei punti luce. Per casa e per ufficio, realtà di vita e di esistenza in ambienti funzionali e che danno ispirazione e creatività. E che danno la sensazione che lo spazio sia parte vera e integrante delle proprie esistenze, l’avvolgimento di colori solari e chiari, giochi di prospettiva che creano impatto visivo.

Emmanuele e Paolo credono in un futuro fatto di lavoro e di competenza, ma per loro il futuro è adesso, con risposte innovative e semplici, nel rispetto di un uomo che disegna il suo ambiente e non di uno stile che glielo impone. Il proprio pensiero, al centro di tutto, il proprio spazio come una nave fatta di elementi essenziali, utili alla bisogna, ma belli da vedere.

Un modo nuovo per concepire la capacità creativa e lo stare bene in uno spazio. Talmente senza confini da essere oltre le colonne d’Ercole.

Eva Herzigova e "Laypsilon" di Moonstudio in una scena di "Cha Cha Cha" - film di Marco Risi del 2011Eva Herzigova e “Laypsilon” di Moonstudio in una scena di “Cha Cha Cha” – film di Marco Risi del 2011

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