Ripartire da zero

i racconti di Moonstudio

Macchine che vincono la morte ad Area Arte

  Pubblichiamo qui l’intervista fatta da Area Arte, prestigiosa rivista letteraria, a Paolo Demo. Si parla di Ceramiche, ma anche di Moonstudio e di creazione in genere. Il nostro team è fiero di lui. “Paolo Demo è architetto, designer e artista, personalità poliedrica che combina il know-how, le ambizioni e le ossessioni delle tre discipline.

I Luoghi sono memoria

I luoghi sono memoria, i luoghi sono terra. Sono famiglia. Quando ci nasci non puoi rinnegarli. O meglio, forse puoi, ma avrai dentro una rabbia che ti porterai per tutta la vita. La frustrazione di rinnegare una parte di te, che diventa un alieno che ti divora, come Venom e Spiderman, come il male che

Impariamo lo Swahili

Nell’isola di Lamu in Africa orientale, è nato un bellissimo progetto di architettura sostenibile. Voluto fortemente da Fernando Torres, un committente che ha trasformato la struttura in un albergo. La struttura è stata realizzata da Urko Sanchez, un architetto che ha accettato la sfida, è fatta tutta con materiali naturali, La copertura è realizzata mediante

Orfani del tempo

DI ETTORE ZANCA Una canzone di Niccolò Fabi, “una buona idea”, descrive di cosa si è orfani, di tempo, silenzio, illusione, disillusione, di dignità. Di una terra svilita. Essere orfani è una mutilazione. Di qualsiasi cosa si manchi. Non l’abbiamo lasciata noi, ci ha abbandonato. È questa la sottile differenza, lasciarsi alle spalle per nostra

Resilienza

  DI PAOLO DEMO La resilienza è uno stato dell’essere, invece la resistenza prima o poi finisce, si consuma con la fatica. abitare tra i propri muri è faticoso, lo so, ma progettare il proprio modo di abitare la vita è come rimanere attenti, sentire da che parte tira l’aria, fiutare come i lupi, e

Macchine che vincono la morte

DI PAOLO DEMO Questa ceramica si chiama “Ezio”, è il papà di mia moglie, l’ho conosciuto l’anno prima che venisse a mancare ed io gli volevo già tanto bene. Sembra un trenino, una specie di locomotiva dei sogni, è parte delle ‘macchine’ che voglio realizzare prossimamente, l’ho disegnata nel Luglio scorso, nella stessa notte del

Nero su Arancio

  DI ANDREA CALATRONI   A volte vorrei essere come le coccinelle che trovo per casa, piccole conchiglie arancioni e nere che camminano infaticabili su tende, lavandini e davanzali. Certi momenti cadono e con un rumore secco, di guscio di noce, toccano il pavimento ma con un rapido movimento si raddrizzano e ricominciano a vagare.

Non era una giornata fredda, ma la pioggia…

  DI CARLO MOCERA – VINCITORE DEL CONCORSO ANASTILOSI Non era una giornata fredda ma la pioggia, che non s’era fermata un attimo nelle ultime dodici ore, l’aveva imbrattata in ogni anfratto. Era una pioggia gialla che colorava ogni dove e donava una sfumatura ambrata ad ogni aspetto che l’occhio sottolineava. Foglie, gialle, frammiste a

Fossi in lei

  Camminavano per ore per le calli di Venezia, mano nella mano. A loro piaceva ritrovarsi le dita dopo che qualcuno era passato nel mezzo, frettoloso. Spesso non parlavano un granchè, non sempre. Il rito era quotidiano, con qualsiasi tempo. Amavano in particolar modo le sere d’inverno poiché si contavano poche anime infreddolite in giro